L’autobiografia fischiettata del fisico Fieschi

E’ in uscita l’autobiografia del prof. Roberto Fieschi, docente emerito di Fisica e patron del relativo Dipartimento al campus universitario (parco Area delle Scienze) in quel di Parma. Un bel libro, ricco di aneddoti, nomi e canzoni.

Si intitola “Sul filo della musica. Ricordi e riflessioni di un vecchio fisico” (stampeditore, 236 pp., collana Ars memoriae, 14,90 euro – guarda e acquista l’ebook). Una lunga e intensa storia la sua – Fieschi ha 90 anni suonati, e suonati benissimo, persino canticchiati lucidamente, tra filastrocche d’antan e il jazz del Dopoguerra – narrata in prima persona e con la brillante prefazione del giornalista e scrittore Maurizio Chierici, per 30 anni inviato speciale del Corriere della Sera, poi all’Unità e oggi a Il Fatto.

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PREFAZIONE. L’Autore rovescia il pessimismo di Erasmo da Rotterdam che negli anni delle rughe brontolava: “Chi loda la vecchiaia non l’ha vista in faccia”. Ogni mattino Roberto Fieschi si guarda allo specchio prima di inforcare la bici, non importa se estate o inverno. Pedala, ricordando. Nostalgie vaganti che una figlia suggerisce di raccogliere nel registratore per rimandare ai nipoti l’avventura del secolo breve.

Fieschi è cresciuto nella cultura della carta e sceglie la scrittura per sfumare le ombre nella morale della storia. Quella marcia lunga verso il futuro assieme a compagni di viaggio lontani-vicini. Li ritrova nei giochi d’infanzia, banchi di scuola, tigri della Malesia, figurine, francobolli, violini, canzoni che scaldavano il giovane cuore. Memorie parallele, pubbliche e private mescolate alla diversità di anni che non si somigliano: il racconto di Fieschi li attraversa senza malinconie. Trova le sue madeleine fra le canzoni che accompagnano speranze mescolate alle stagioni di una politica che gira le bandiere. Nell’Italia ancora nera scopre il padre canticchiare Bandiera Rossa.

Com’era faticosa quell’Italia degli zoccoli. Poi l’incontro della ragazza della vita. Frequentazioni complicate dalle pruderie di famiglie “rispettabili” (proibito andare al cinema mano nella mano). E l’università, il Cnr, gli incontri con i maggiori fisici italiani, ricerche che attraversano mari e monti. Per scoprire come la fisica stava inventando la “modernità” e capire quali speranze lievitava la politica: Russia, Stati Uniti, Olanda, Svezia, Cuba. Nomadismo degli intellettuali cittadini del mondo.
(Un estratto della prefazione prefazione di Maurizio Chierici)

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BIOGRAFIA. Roberto Fieschi si è laureato in Fisica all’Università di Pavia nel 1950. Dopo aver conseguito nel 1955 il Dottorato in Fisica all’Università di Leida (Paesi Bassi) ha tenuto corsi universitari a Milano, Pavia, Pisa e Genova. È stato professore ordinario di Struttura della Materia all’Istituto di Fisica dell’Università di Parma. Dal 1970 al 1976 ha diretto il Laboratorio Materiali Speciali per Elettronica e Magnetismo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, curandone dall’origine la formazione e lo sviluppo.

Fieschi da giovane

La sua attività scientifica ha toccato vari campi: raggi cosmici, fisica molecolare, termodinamica dei processi irreversibili, meccanica statistica e, soprattutto dal 1960, fisica dello stato solido. Oltre ad aver curato l’Enciclopedia della Fisica (ISEDI, 1976) ha pubblicato alcuni libri e numerosi articoli per la diffusione della cultura scientifica: Dalla pietra al laser (Editori Riuniti, 1981), L’invenzione tecnologica (il Saggiatore, 1981), Albert Einstein (Edizioni Cultura della Pace, 1987), Scienza & guerra (Editori Riuniti, 1987), Stati e trasformazioni della materia (La Nuova Italia Scientifica, 1993), Macchine da guerra. Gli scienziati e le armi (con C. Paris De Renzi, Einaudi, 1995), Struttura della materia (con R. De Renzi, La Nuova Italia Scientifica , 1995), Sul limitare della fisica (MUP Editore, 2013).

È coautore di vari corsi multimediali didattici che hanno ottenuto premi nazionali e internazionali. Ha fatto parte del comitato di redazione di alcune riviste internazionali e nazionali. È stato membro del Comitato centrale del Partito comunista italiano. Ha ricevuto la Medaglia d’Oro da parte del Ministero della Pubblica istruzione. Attualmente è professore emerito di Fisica all’Università di Parma.

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