Estate un corno, ecco le nostre supernovità librarie! Doppietta d’agosto: le sette favole cinesi di Strambio e le dotte lezioni di storia della Chiesa di don Lupori

Entrambi per il marchio stampeditore, sono freschi di stampa i due nostri volumi “Favole cinesi” dell’ex manager milanese Luca Strambio (fuori collana: 102 pp., 14,90 euro l’edizione cartacea) e “Don Mario in cattedra” del compianto Mario Alberto Lupori (collana Ars memoriae: 202 pp., 12,90 euro l’edizione cartacea), prete fiorentino vicino ai giovani nato 100 anni fa (nel 1917) e morto 10 anni or sono (nel 2007).

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La Comunità San Michele di Firenze rende omaggio al suo fondatore don Mario Lupori (a dieci anni dalla scomparsa) pubblicando questo volume che raccoglie gli appunti delle lezioni di Storia della Chiesa da lui tenute presso il Seminario Maggiore della Diocesi di Firenze a partire dagli anni ‘50. Un modo per ricordare le parole e le riflessioni (sulla disciplina nella quale si era specializzato) che hanno accompagnato per 40 anni quei preziosi momenti di incontro e approfondimento che sono state le conversazioni con i sammichelini.

“La Storia della Chiesa – scrive don Lupori – è la disciplina teologica che si prefigge di delineare un quadro d’insieme, scientificamente motivato, dell’evoluzione esteriore e interiore compiuta, nello spazio e nel tempo, da quella istituzione salvifica fondata da Gesù Cristo che si chiama Chiesa. È teologia a causa del suo oggetto di origine divina a opera di Gesù Cristo, per il suo ordinamento teologico e sacramentale, per l’assistenza promessa dallo Spirito Santo che preserva la Chiesa dall’errore, che la santifica e ne conserva la santità, che inizia la sua assistenza visibile con la Pentecoste e si conclude con il ritorno finale del Signore. È storia perché per assolvere il proprio compito la Storia della Chiesa si serve del metodo storico, che ricerca e raccoglie le fonti, verifica la loro autenticità, ne esamina il contenuto storico anche se, nel suo insieme, la Storia della Chiesa può venire compresa soltanto sotto il punto di vista della Storia della Salvezza e il suo significato ultimo può venire afferrato soltanto dalla fede”.

Tra i primi ad aver letto le “lezioni” di storia della Chiesa di don Lupori c’è un giornalista reggiano già appassionato della vita e opere di San Paolo di Tarso: “Un bel libro, decisamente da pollice su… un contributo storiografico-teologico puntuale e dettagliato, che mancava”

Don Mario Alberto Lupori nasce a Firenze il 19 novembre 1917 e viene ordinato prete il 29 giugno 1940. A Roma completa gli studi all’Università pontificia “Gregoriana”, dove consegue la laurea in Storia della Chiesa e la licenza in Archeologia cristiana. Nel 1957 fonda la Comunità giovanile San Michele per dare una risposta alla drammatica situazione dei giovani dell’Oltrarno. Aveva infatti avvertito che la parrocchia faceva fatica a tenere il passo dei tempi e pensava di poter trovare forme alternative di evangelizzazione individuando nello sport il segno associativo per coinvolgere e avvicinare i ragazzi. Don Mario è stato per oltre tre generazioni un maestro di fede e di vita. Le sue omelie, come le conversazioni serali, sono sempre state lezioni di conoscenza e di lettura globale della storia passata e della realtà presente. La città di Firenze gli ha reso omaggio con il conferimento, nel 1999, del “Fiorino d’oro” per i suoi meriti a favore dell’educazione e formazione giovanile. Don Mario muore il 6 settembre 2007.

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Champoluc (Valle d’Aosta). Strambio firma alcune copie del suo libro al termine della primissima presentazione, tenutasi domenica 27 agosto in un tipico ristorante del suggestivo borgo sulle Alpi dove l’autore ha la casa estiva, ai piedi del Monte Rosa. Dal 1° settembre sarà disponibile anche in formato digitale (ebook) sui principali store online, nonché acquistabile in formato cartaceo direttamente su Amazon

Le “favole” di Strambio sono sette ministorie originali per bambini scritte in mandarino e tradotte in italiano. Il sinologo Stefano Cammelli, nella prefazione, scrive che “è bello che per comunicare coi nostri amici bambini – cinesi e italiani – si sia pensato a un’iniziativa così ‘irregolare’ e così azzeccata. Sul campo della favole e dei racconti per bambini l’Italia presenta una sua impressionante unità, come la Cina, scandita e determinata dalla grande tradizione contadina. Così due mondi che sembrerebbero distanti e con mille differenze da sottolineare può scoprire un grande terreno comune. I bambini cinesi troveranno nelle favole italiane la possibilità di condividere senza rinunciare ad essere sé stessi. I bambini italiani apprezzeranno e riconosceranno l’esistenza di un tessuto comune, anche a distanza di tanti chilometri e di tante ere storiche”.

“Sempre più studiosi – continua nella sua nota Cammelli – si sono rivolti alla tradizione popolare e contadina cinese, individuata come magmatico ambiente culturale che probabilmente ha preceduto Confucio e ne ha ispirato molte importanti riflessioni. La favole e le storie raccontate in occasione delle grandi feste popolari stanno cominciando sempre più ad essere studiate con risultati notevoli, seppure non sorprendenti. È emerso un mondo che può ‘anche’ sembrare confuciano, così come le nostre favole italiane possono ‘anche’ sembrare cristiane. Ma oltre questa superficiale impressione si è fatta strada la consapevolezza che la grande tradizione contadina cinese esprime un’unità di fondo che impressiona e che scavalca differenze linguistiche e culturali apparentemente profonde. È emerso che esiste un mondo di non detti – di ‘conoscenze collettive’ – da cui nascono storie tutte diverse ma tutte sostanzialmente simili. Esse spiegano in parte le grandi feste del calendario agricolo cinese, i riti, le canzoni, tradizioni già molto profonde quando ancora Confucio non era nemmeno comparso all’orizzonte”.

Luca Strambio de Castilla, manager che ha passato la vita ad occuparsi di aziende e dei loro problemi. mai si era trovato la penna in mano, se non per redarre relazioni e rapporti d’affari (sebbene sia comunque stato tra i fondatori della Casa Usher, casa editrice che “in mani più capaci” – scherza lui – continua ad avere una certa fortuna). Tuttavia durante la sua ultima trasferta e/o incarico professionale (svolto proprio in Cina, dove è rimasto per quattro anni) ha avuto modo di iniziare lo studio del mandarino e da lì, quindi, l’idea di cimentarsi nella difficile scrittura cinese.

Toccata e fuga mangereccia con libro appresso. Giunto direttamente a Reggio Emilia da Champoluc (Valle d’Aosta) accompagnato dall’amica madrelingua Guo Li, Strambio ha potuto toccare con mano, compiaciuto, il frutto del lungo lavoro: “Wow! si presenta benissimo… la carta, i colori, la cover: sono molto soddisfatto, grazie mille… domenica (oggi – ndr) organizzo subito una presentazione tra amici in montagna”. L’autore stesso, quindi, ha voluto festeggiare a tavola l’uscita di “Favole cinesi” offrendo pranzo e doppio giro di brindisi ai curatori grafico-editoriali della neonata opera: un momento convivial-libresco, ma anche enogastronomico (primi tradizionali, salumi tipici, vini bianchi). “Torno sempre volentieri a Reggio, città che conosco da tempo. Qui amo pranzare coi tortelli, verdi o di zucca, e con un po’ parmigiano reggiano unito ai salumi della zona… Ho chiesto anche un po’ di culatello e, di riflesso, la cameriera mi ha prontamente fatto avere un calice di Passerina (vino paglierino versatile, delicato e fresco, con richiami fruttati e floreali – ndr), che devo dire va giù bene…”. Già: ottimo abbinamento Luca!

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