Ecce homo! Fabula postuma, opera molteplice

loca onlineSaranno 90 minuti di discesa agli inferi con risalita agli astri, su e giù per le “210 variazioni per voce roca e viola d’amore” di FABULA POSTUMA (ed. thedotcompany, 252 pp., 2017), opera aperta – in versi e controversi – di Ciro Andrea Piccinini, ovvero: “teosofie, cosmogonie, falloforie e altre tragicomiche prosopopee” (in 7 sezioni: Buco nero, Zona grigia, Linea d’ombra, Camera oscura, Notte blu, Tabula rosa e Quaderno rosso; più tre sipari: Proemio, Proscenio e Scatola nera).

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La presentazione dell’opera ci sarà venerdì 5 maggio alle ore 21.30 al circolo tennis di Albinea (Reggio Emilia): una serata con letture oracolari e dialoghi corali, musica dal vivo e autoanalisi di gruppo, bookshop danzereccio e buffet dionisiaco.

Con la straordinaria partecipazione di Marzio Pieri (critico letterario), Faustino Stigliani (voce recitante), Elde Lini e Federico Truzzi (violoncello e chitarra) e Daniele Moreschi (arpa).

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cover“Fabula postuma” è un dialogo tra l’Io e Dio, il Tutto e il Nulla, l’Ombra e l’Onta, il Doppio che siamo e l’Oblio che ci attende, in una sceneggiatura fatta di duelli (e trielli) ricchi di citazioni proiettive e protettive.
Un “poema di formazione” circolare incistato nell’esperienza dell’esistenza; un’opera (a suo modo un’epopea) disseminata di incontri onirici, annotazioni ironiche e situazioni parossistiche e paradossali, enigmatiche e somatiche.
Un viaggio (ora in terza, ora in prima persona) che mette a fuoco la condizione umana e a nudo il senso tragico e insieme comico di una quotidianità dominata dalla natura e dal tempo (dall’amore, dalla morte) e incistata nella necessità del divenire. Un taccuino in rima di illusioni a perdere e speranze a venire, di arrivi disattesi ma anche di fulminee illuminazioni e piccole rinascite interiori.
Un’avventura in tre fasi (esodo, attraversamento, ritorno) costruita su più livelli narrativi e vissuta in compagnia di miti greci, personaggi biblici, figure letterarie e filosofi cari all’autore, scritta con uno stile originale che procede dall’introspettivo all’iperbolico, dal retrospettivo al funambolico, fino a toccare gli opposti estremi del criptico e del didascalico, tra puntini di sospensione, grida di aiuto e stati di grazia.

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