Presentato a Firenze il diario di Miraglia

Foto di gruppo al termine della presentazione
Foto di gruppo di amici ed appassionati al termine della presentazione di ieri a Rifredi

20160721_173930Emozioni e dignità, una prosa scarna ed efficace, che unisce il “fraseggio” siciliano all’italiano dell’epoca. Sono diversi i pregi di “La mia Libia. Diario di guerra 1941-1942″ edito da Stamp Editore, presentato ieri nella storica SMS (società di mutuo soccorso) di Rifredi. Nonostante il caldo di fine luglio, le vicende narrate da questo prezioso “libretto” che ha attraversato oltre mezzo secolo per giungere fino a noi, hanno tenuto alta l’attenzione della platea proprio per quel magico impasto fra storia “studiata” e “storia vissuta” che rappresenta l’incanto di questo tipo di testimonianza.

20160721_174425Così, la vicenda fissata in ore concitate passate con le orecchie tese per ascoltare i rumori ora minacciosi ora tranquilli delle notti della guerra d’Africa, passa con vivace immediatezza dentro di noi, e materializza il significato vero di qualsiasi guerra, quella oggettiva, inumana macchina di morte a prescindere. Nessuna concessione all’autocommiserazione, nessuna lamentazione: il tratto distintivo di questo diario come di molti scritti di quelle generazioni che si trovarono a fare i conti con la guerra, prima esterna e poi civile, è la dignità non dichiarata in roboanti discorsi ma praticata giorno per giorno, ora per ora, dagli oscuri figli di un Paese ancora contadino. Pazienza, senso del dovere, ma anche capacità di pensare e ricostruire il futuro del Paese piegato dalla sconfitta delle sue classi dirigenti, non del suo popolo.

Stefania Valbonesi illustra il libro ai docenti universitari Peruzzi (a sinistra) e Pagnini (a destra)
Stefania Valbonesi (direttrice di collana) illustra il libro ai docenti universitari di filosofia Peruzzi (a sinistra) e Pagnini (a destra)

Preziosa, la riflessione dell’autore dell’introduzione del diario, il direttore dell’Istituto della Resistenza toscano Matteo Mazzoni, che ha messo in evidenza quanto fossero esempi di straordinario coraggio all’epoca gesti che si potrebbe essere portati a considerare normali: a partire dalla guerra di Libia, mal progettata, mal preparata, mal condotta, mal studiata anche nella ritirata, nonostante gli episodi di valore dei soldati e di alcuni comandanti, fino allo sbando dell’8 settembre, con la “protezione” dei civili rispetto ai soldati che senza più ordini, direttive, riferimenti, scapparono qua e là per la penisola, preda della caccia nazista e dei repubblichini di Salò.

Infine, la ricostruzione di Osvaldo Miraglia, figlio di Michele, artefice del “lancio” del diario paterno al di fuori della cerchia famigliare e della sua proposta in qualità di  “eredità della memoria pubblica”. “La mia Libia. Diario di guerra 1941-1942″ è il volume che dà inizio a una collana edita da StampEditore che si propone di indagare il passato dando la preferenza all’occhio privato dei protagonisti sconosciuti, degli “uomini in grigio”, coloro che hanno fatto la Storia intessendo le loro esistenze come ordito fondamentale su cui si allarga poi il succedersi degli eventi della “grande Storia”. Titolo della collana: Ars memoriae. 

Lascia un commento